Michela Strega – Stati d’Animo
Io sono sempre stata ferma qui, dentro quegli attimi.
Io sono sempre stata ferma qui, dentro quegli attimi.
Non sopporto le persone che si mettono sempre in mostra, che vogliono stare al centro dell’attenzione e se non vengono considerate se la prendono pure, amo le persone semplici che si accontentano di un semplice saluto, di due parole quando capita e non pretendono di essere sempre un passo avanti al resto del mondo.
Risorgi ogni volta che muori come animale per rinascere uomo.
Aveva i miei stessi occhi, il mio sorriso, la mia solitudine. Avevamo la stessa voglia di veder sorgere il sole. Era la notte.
Questo curioso vizio di etichettare ogni cosa, di perimetrare tutto in anguste definizioni, come fossero dei mattoncini lego da riporre ordinatamente negli scatoloni. La realtà è che tu puoi definire il dolore di un femore rotto, ma non quello di un’anima dilaniata, puoi descrivere l’euforia di un attimo, ma non la felicità di una vita, puoi delineare i contorni dell’affetto, ma non tratteggiare i limiti dell’amore, puoi rappresentare un ricordo, ma non il tormento che scatena, puoi ingabbiare un puma, ma non il suo desiderio di libertà.
Che pensa la notte dei miei sogniforse nel buio ascolta e impasta i colori dei miei pensieriSempre questo velo di inquietudine li avvolge mentre navigano nel mare delle mie sensazioni… Già il mare è sempre presente nei miei pensieri ma sempre increspato e nudo come la mia animaLa mia vela si spegne il fuoco è sempre più tenue forse si sogna per non morire ma si soffre di più e tutto fino all’ultima onda che spegne i miei occhi umidi di brinaLa risacca è il metronomo del mio vivere e le maree scandiscono gli atti della vita tutto si compie nel continuo mutare della vitaOra tu sei invincibile il tuo cuore è una corazza senza tempo lasciami una goccia del tuo cuore perché io possa continuare a sognare.
Siamo la somma di quello che ci è mancato, delle assenze intrise di apparente presenza, del coraggio venuto meno, di una carezza sfuggita o ricercata invano. Non siamo quasi mai ciò che vorremmo essere quanto quello che ci hanno fatto diventare.