Michelangelo Da Pisa – Morte
L’unico punto debole della morte è la memoria. Un ricordo ha straordinarie capacità di sopravvivenza, sorride beffardo di fronte ad essa mentre assapora il sale di una lacrima.
L’unico punto debole della morte è la memoria. Un ricordo ha straordinarie capacità di sopravvivenza, sorride beffardo di fronte ad essa mentre assapora il sale di una lacrima.
Lo ricordo distintamente. Aveva la guancia sul mio petto. “Va tutto bene” le ripetevo, quasi a voler convincere me. Continuai a carezzarle i capelli finché le mie dita non vi restarono impigliate. “Che coincidenza”, pensai, accade lo stesso ai miei occhi tutte le volte che carezzano i tuoi.
Sembro cinico perché la realtà ha sequestrato il sognatore che viveva in me.
All’ombra dè cipressi e dentro l’urne confortate di pianto è forse il sonno della morte men duro?
Correva l’anno uno ante Facebook, quando condividere era ancora un verbo di cui andare fieri.
Padre mio mi hai amato. Coccolata, educata, viziata… padre mio mi hai dato il mondo, la vita, hai tirato fuori il meglio di me… padre mio neanche la morte mi a separato da te. Perché tu sei e sarai sempre dentro l’anima mia.
Rinviare una decisione è dilazionarne l’agonia in scomode rate con tasso d’ansia da usura.