Michelangelo Da Pisa – Paura & Coraggio
Due sono le virtù che non bisognerebbe perdere mai, il coraggio delle proprie debolezze e la forza necessaria a sostenere il peso delle emozioni.
Due sono le virtù che non bisognerebbe perdere mai, il coraggio delle proprie debolezze e la forza necessaria a sostenere il peso delle emozioni.
Ciò che sento e ciò che vivo sono in perfetta disarmonia, una curiosa asincronia, un’indecifrabile dicotomia.
Vedo zombie aggirarsi per le vie semideserte della mia città, sguardo chino, passo rapido ma incerto, con il pollice opponibile perennemente in movimento su dispositivi elettronici. Incrociano altri zombie come loro, ma non si vedono, i loro occhi riflettono esclusivamente luce artificiale, non conoscono il cielo. Corro a comprare un’ascia, non si sa mai.
Lecco le mie ferite e vado avanti. Sempre!
Non comprenderò mai lo strano meccanismo per cui si ha pudore delle lacrime, ma non delle proprie cattiverie.
Ogni sguardo nasconde più di quanto riveli.
Restavo incantato tutte le volte che un fascio di luce le carezzava il viso. Non importa quale fosse la fonte, se il riverbero di un raggio di luna riflesso dal mare o i fari di un’auto. Ogni volta che accadeva la fissavo sorridendo per il suo ingenuo non capire il perché e pensavo: “Dio, davvero non ti rendi conto di quanto tu sia bella?”. E sistematicamente mi ritrovavo a rincorrere con gli occhi quello stupido bagliore, fino al suo inesorabile svanire. “Ancora un po’, ti prego.” Tutto ciò affinché potessi nutrirmi del suo sguardo anche nel buio a venire.