Michelangelo Da Pisa – Sogno
Tutti noi dovremmo avere un rifugio segreto a tenuta stagna dalla realtà, all’interno del quale i nostri sogni possano riecheggiare.
Tutti noi dovremmo avere un rifugio segreto a tenuta stagna dalla realtà, all’interno del quale i nostri sogni possano riecheggiare.
L’italiano medio, tra clic e ristoranti, si lamenta da decenni di chi lo governa, eppure questi sono ancora lì, con i loro flaccidi culoni sui comodi scranni a tirar fuori conigli morti dal cilindro del nostro futuro. L’homo italicus alla piazza preferisce da sempre la pizza, alle manifestazioni, le degustazioni, non conosce chi sia il ministro della difesa, ma ti citerebbe il centrocampo dell’Atalanta, anziché di politica attiva si nutre, davanti la sua pay tv, di polemica cattiva, gli aumentano l’iva ma lui continua a interessarsi del matrimonio della diva, non capisce di devolution, basta che funzioni la Playstation. Siamo patologicamente privi di memoria storica, anche a breve termine; non so se il nostro senso civico sia affetto da Alzheimer o sindrome di Stoccolma.
Non perderei mai cinque preziosissimi minuti della mia vita con chi sicuramente non parteciperebbe al mio funerale.
Si diventa consapevoli quando si smette di sognare.
A cinquant’anni essere giovanile è un’opportunità, atteggiarsi da giovane è una misera illusione.
Uno spettacolo è sempre uno spettacolo, ma la sensazione è ogni volta diversa.
Siamo attimi alla mercé del soffio della vita, dipinti dagli eventi, sognatori sopravviventi.