Michelangelo Da Pisa – Sogno
Sarebbe del tutto legittimo se il sognatore cronico avesse un diritto di prelazione sulla felicità.
Sarebbe del tutto legittimo se il sognatore cronico avesse un diritto di prelazione sulla felicità.
Quando siamo giovani abbiamo tanti sogni, da grandi viviamo soltanto di sonnambulismo.
Un giorno mi sono detto: hai percepito le difficoltà di una quotidianità sempre più caotica e meno ordinata; hai definito le domande, gli interrogativi, quali spunti di riflessione che rendono almeno un senso, quando anche le risposte non potrebbero averne. Ti sei dichiarato ansiosamente tranquillo, rivelando, implicitamente, che – ormai – si può essere tranquillamente ansiosi. Hai ricordato le parole quali vecchie amiche, amiche intime, perché – in questa realtà – l’intimità, forse, ha vita nelle poche parole autentiche, vere, sincere.Hai scritto panta rei e carpe diem.Certo, tutto scorre perché la vita corre e non si ferma. Si cresce, si muta, si diventa altri e si scopre la verità. E si conosce la falsità.Lo so… crescendo il mondo ci confonde e, purtroppo, spesso perdiamo il coraggio di credere nel nostro sogno.Ma è proprio in quel momento che bisogna cogliere l’attimo.Quel sogno siamo noi.
Tutti i sogni sono raggiungibili per un animo combattivo, ma alcuni nel prendere il volo rischiano di fare troppe vittime.
Nei momenti più duri della vita fatti bastare un sogno. E non credere che sia poco un sogno, perché tutto comincia da un sogno.
Ogni giorno incrocio centinaia di occhi, ma pochissimi sguardi, decine di facce, ma qualche volto,…
In un mondo in cui è una rarità incrociare gente naturale, come potrei addirittura credere nel soprannaturale?