Michele Cavaliere – Viaggi e vacanze
Se la vita è un viaggio, Dio è un Tour Operator?
Se la vita è un viaggio, Dio è un Tour Operator?
Arrivando a ogni nuova città il viaggiatore ritrova un suo passato che non sapeva più d’avere: l’estraneità di ciò che non sei più o non possiedi più t’aspetta al varco nei luoghi estranei e non posseduti.
Viaggiare sentendosi sempre, nello stesso momento, nell’ignoto e a casa, ma sapendo di non avere, di non possedere una casa. Chi viaggia è sempre un randagio, uno straniero, un ospite; dorme in stanze che prima e dopo di lui albergano sconosciuti, non possiede il guanciale su cui posa il capo né il tetto che lo ripara. E così comprende che non si può mai veramente possedere una casa, uno spazio ritagliato nell’infinito dell’universo, ma solo sostarvi, per una notte o per tutta la vita, con rispetto e gratitudine.
Tutto fa parte del viaggio.
Non esiste un viaggio se non si ha un posto dove poter fare ritorno.
Perché viaggiare non significa necessariamente scappare o evadere dal quotidiano, ma per molti è lo strumento più efficace nel cammino che porta alla conoscenza di sé stessi. Nella mano un po’ di coraggio e in ogni passo un insegnamento.
Ogni nuovo mondo nasconde i suoi pericoli e le sue incertezze, ma cosa più importante, ogni nuovo mondo nasconde le sue meraviglie.