Michele Gentile – Destino
Fin troppo su di un cielo d’ardesia ho esercitato le mie pene, nessun astro cadente a tacere gli errori, dall’orizzonte spento, oltre gli oceani giungo ai confini della sorte.
Fin troppo su di un cielo d’ardesia ho esercitato le mie pene, nessun astro cadente a tacere gli errori, dall’orizzonte spento, oltre gli oceani giungo ai confini della sorte.
L’amore tace gli occhi del perdono.
Vorrei te… adesso!
Il dolore non trova mai compagnia, la felicità deve rifiutarla!
Chi non conosce il suo limite tema il destino.
Quando la sorte si impadronisce del destino dell’uomo, non usa né pietà né giustizia.
Morti saremo tutti uguali, perciò sarebbe bello partire alla pari quando nasciamo.