Michele Gentile – Vita
Oltre me stesso, oltre l’inverno dei sapienti i miei passi osano.
Oltre me stesso, oltre l’inverno dei sapienti i miei passi osano.
Come sempre risalirò da quel vortice in cui molte volte mi perdo; “tristezza, delusione, incomprensione.” Risalirò come ho sempre fatto, con le mie sole forse, con le mie sole speranze. Mi aggrapperò alla speranza del domani, mi afferrerò all’affetto della mia famiglia, mi terrò all’amore dei miei figli e uscirò da quella stanza di silenzio chiamata “paura”, chiamata timore di non fartela, nel quale molti di noi si rifugiano. Ne uscirò indenne, ne uscirò vincitrice. Perché la vita la si deve prendere con coraggio ed anche se è dura, la si deve affondare tutti i giorni senza ma e senza se. E anche se ci riserva altri giorni terribilmente cupi e opachi, non dobbiamo assolutamente chiuderci a riccio, ma dobbiamo semplicemente richiuderci e riscoprirci più forti di tutte le insicurezze e i disordini che ci affollano il cuore.
Qui giace la notte, ferita dalle promesse dell’uomo uccisa dall’indifferenza di Dio.
Sono sempre euforici perché è accaduto qualcosa di meraviglioso, oppure depressi perché un evento inatteso ha finito per distruggere tutto.
Nasciamo perfettie raccogliamo ovunquele imperfezioni che ci rendono unici.
Guardiamo la vita, non per quella che può essere realmente, ma la guardiamo per quello che pensiamo che sia.
Ci sono cose che non puoi dire, anche se vorresti urlarle. Ci sono opere d’arte appese ai muri ed altre che incontri nell’arco della vita. Ci sono persone che passano come treni mai presi ed altre che si fermano alla tua stessa stazione. Ci sono momenti che rimpiangi, perché vorresti avere l’occasione di riviverli diversamente.