Michele Sannino – Vita
Nel silenzio c’è l’infinito, nei miei occhi la vita che vorrei.
Nel silenzio c’è l’infinito, nei miei occhi la vita che vorrei.
È come se ogni battito fosse un fotogramma, l’istante immortalato, e noi vi siamo dentro come protagonisti o comparse o figuranti. È in quel battito che ritroviamo le nostre paure e il nostro coraggio, la nostra forza e le nostre debolezze, i nostri dubbi e le nostre certezze, la nostra coscienza e la nostra incoscienza, i nostri fatti e i nostri misfatti, la nostra faccia e le altre facce: il battito diviene un fotogramma del film della nostra vita, piccolo ma unico, uno ma essenziale.
Tutto il futuro è racchiuso nella sacra sillaba “boh”.
Noi napoletani abbiamo tanti difetti, ma una cosa è certa: come facciamo parlare il cuore noi, nessuno fa.
Per dormire sonni sereni e tranquilli si deve avere: coscienza pulita, serenità ed equilibrio interiore, una vita che ti incita a riposare e a risvegliarti con ancora tanta voglia di fare.
In un modo o nell’altro siamo tutti fatti, di droga, di sesso, di soldi e pure d’amore, ma io voglio solo esser fatto di vita!
E tra botti e scoppi è arrivato un altro anno. Ho bevuto per dimenticare per una sera tutto il male che ho provato durante quest’anno, volevo che per una sera la malinconia si allontanasse da me. Ho bevuto per dimenticare non per cercare di essere migliore. La mezzanotte se n’è andata e con lei anche l’effetto dell’alcol è svanito e mi sono ritrovata da sola seduta su una panchina a fissare un cielo buio a sprazzi coperto dai lampi dei fuochi pensando a te. Scendevano le lacrime e mentre tutti festeggiavano l’arrivo di un nuovo anno io mi sentivo svuotata. Ero la persona più triste del mondo perché sapevo di dover affrontare un altro anno senza di te come tutti i prossimi avvenire.