Pagina iniziale » Milan Kundera – Libri

Milan Kundera – Libri

Due esseri che si amano, soli, isolati dal resto del mondo… è molto bello! Ma di che cosa parlerebbero tutto il tempo? Per quanto spregevole sia il mondo, essi ne hanno bisogno per potersi parlare.

Similar Posts

  • Carlos Ruiz Zafón – Libri

    “Lei non può capire Daniel perché è giovane, ma col temposi renderà conto ché è più importante cedere che dare.Bernarda e io abbiamo parlato a lungo. È nata per essere madre,lei lo sa bene. La sua gioia più grande, io credo, sarebbe averedei figli. E a me quella Donna piace più delle pesche sciroppate.Si figuri che per lei sono persino disposto a rimettere piedein una chiesa, dopo trentadue anni di totale astinenza clericale,per recitare i salmi di san Serafino o di qualsiasi altro beato”.”Come corre, Fermìn, vi conoscete appena…””Alla mia età, Daniel, se non hai le idee chiare sei fottuto. Ci sonodue o tre ragioni per cui vale la pena di vivere, tutto il resto è letame. In passato ho fatto molte sciocchezze, ma ora il mio unico desiderio è rendere felice Bernarda e morire tra le sue braccia, quando sarà il momento. Voglio essere di nuovoun Uomo rispettabile. Non per me, io me ne infischio del rispetto di quel branco di scimmie che sono gli esseri umani, ma per lei.Perché Bernarda crede negli sceneggiati, nei preti, nella rispettabilità e nella Madonna di Lourdes. È fatta così e io le voglio bene per come è, e non toglierei un solo pelo di quelli che ha sul mento. Per questo desidero che sia fiera di me.Voglio che pensi: Il mio Fermìn è un grand’uomo,come Cary Grant, Hemingway o Manolete”.

  • Joanne Kathleen Rowling – Libri

    “Avada Kedavra!””Expelliarmus!”Lo scoppio fu come un colpo di cannone e le fiamme dorate che eruppero tra loro, al centro esatto del cerchio che avevano disegnato, segnarono il punto in cui gli incantesimi si scontrarono. Harry vide il lampo verde di Voldemort urtare il proprio incantesimo, vide la Bacchetta di Sambuco volare in alto, scura contro l’alba, roteare come la testa di Nagini contro il soffitto incantato, verso il padrone che non avrebbe ucciso, che finalmente ne entrava in pieno possesso. E Harry, con l’infallibile abilità del Cercatore, la prese al volo con la mano libera mentre Voldemor cadeva all’indietro, le braccia spalancate, le pupille a fessura degli occhi scarlatti che si giravano verso l’alto. Tom Riddle crollò sul pavimento con banale solennità, il corpo fiacco e rattrappito, le mani bianche e vuote, il volto da serpente inespressivo e ignaro. Voldemort era morto, ucciso dal rimbalzo della sua stessa maledizione, e Harry fissava, con due bacchette in mano, il guscio vuoto del suo nemico.