Milan Kundera – Tristezza
A condannare un uomo alla solitudine non sono i suoi nemici ma i suoi amici.
A condannare un uomo alla solitudine non sono i suoi nemici ma i suoi amici.
Sublimo il dolore di queste lacrime che fluttuano leggere seppur pesano all’anima mia, sublimo quel dolore stringendo i pugni, quasi a voler stringere via quel malessere che non mi lascia respiro, lacrime amare, quasi d’addio a quell’ombra di un passato che mai tornerà se non vestito di ricordi, Dio mio! Fà male, non passa mi dico, non passerà mai, intanto passa il tempo, ed io resto inerme in silenzio mentre aspetto, aspetto che passi, passi il dolore di lacrime che seppur fluttuano leggere, pesano all’anima mia!
Vorrei provare ciò che devo, ma i miei dubbi portano sempre al fallimento.
Costa caro l’amore, come il più avido mercante ti chiede tutto, ti lascia solo, ti spoglia dentro e non c’è volta che ti dia indietro almeno un po’ di resto.
Imparerò a dimenticarti e il tuo ricordo scivolerà via come lacrime dal mio volto.
Ditemi dov’è il sole perché sono stanca di questa pioggia.
Questa lunga convalescenza spero mi renderà più forte, ma se adesso qualcosa mi toccasse troverebbe il vuoto.