Enzo Di Maio – Tristezza
Costa caro l’amore, come il più avido mercante ti chiede tutto, ti lascia solo, ti spoglia dentro e non c’è volta che ti dia indietro almeno un po’ di resto.
Costa caro l’amore, come il più avido mercante ti chiede tutto, ti lascia solo, ti spoglia dentro e non c’è volta che ti dia indietro almeno un po’ di resto.
Ed è finito tutto così, con una lite, con parole che hanno gelato il sangue. Finito senza nemmeno guardarsi negli occhi, con un semplice sms. Da adesso basta, io e te chiuso. Ed ora addio. Questo siamo. Ti ringrazio solo di ciò che porterai con te. Il mio cuore e la mia anima non è più mia ma tua. Trattale bene perché non me le potrai più ridare indietro, resterò solo un contenitore vuoto per l’eternità.
Ti accorgi di essere inutile quando ti allontani dal mondo intero e nessuno viene a cercarti.
Ho la malinconia incastrata nelle costole. Quel genere di malinconia che non ti blocca il respiro perché hai il magone, ma ti indolenzisce le ossa perché parte dallo stomaco. Puoi respirare, ma ogni respiro è uno sforzo, una fitta. Lo sforzo di evitare di piangere, ché tanto sai che sarebbe inutile. Ed immeritato. Perché sono lacrime che non ti meriti tu né tantomeno chi le ha provocate.
Le lacerazioni di un cuore ferito non cicatrizzano mai!
La sofferenza ha un limite, la sofferenza ha un prezzo molto caro, io ti ho amato davvero e non meritavo di soffrire così tanto. Per me tu eri molto importante e non smetterò mai di odiarti da morire. Grazie amore mio per avermi fatta soffrire così tanto.
Non è tanto la parola a ferire, lo fa di più la bocca che pronuncia quella parola.