Mirko Badiale – Vita
Chi saprà costruire porte non conoscerà mura.
Chi saprà costruire porte non conoscerà mura.
Gli imprevisti sono tutti i colori che compongono il bianco se il “bianco” impersonificasse la “vita”.
Ognuno ha un suo modus vivendi e un modus operandi e credo che gli eventi siano il trampolino dal quale noi possiamo decidere di tuffarci oppure no, di fare un salto correndo dei rischi oppure tornare indietro e accontentarci di fare le comparse. Credo che nella vita c’è sempre quel momento che ciò che abbiamo dentro ha il suo spazio per essere vissuto.
Trascorrere la vita cercando costantemente di migliorare ciò che mi circonda, a volte anche riuscendoci e sperando che possa diventare un giorno qualcosa di speciale, che cambi in meglio anche me.
Tutto, anche la più piccola delle nostre azioni diventa un anello di quella catena che rappresenta il mondo. Quello che facciamo perciò conta, anche quando pensiamo che non sia così.
La vita è fatta di priorità, perché il tempo è poco, non si può regalare tempo a tutto e ogni cosa necessità del suo tempo! L’uomo che non lo comprende, l’uomo che non sa darsi le priorità, può affannarsi ma alla fine non avrà guadagnato nulla, perché ha perso la cosa più preziosa, il tempo, ma non avrà guadagnato nulla di altrettanto prezioso! E che c’è di così prezioso!? Beh, come sempre, Gesù ci viene incontro, e ci insegna come sono le cose “del Regno” e le cose dell’anima a vivere nell’eternità con noi, in buona sostanza l’amore, l’affetto, l’amicizia, la carità e la lealtà. Ma se non si sa sfruttare il tempo per coltivarle nel giusto, ci si troverà ad averlo perso per aver guadagnato soldi, gloria e stima del mondo, che con il mondo sono state create, e nel mondo saranno ridotte in polvere!
Tante volte ci si incolpa di cose che semplicemente dovevano accadere. Ci si colpevolizza per auto infliggerci una punizione che non meritiamo. Ma le cose accadono, sbagliate o giuste che siano per noi; “accadono e basta”! . Non possiamo colpevolizzarci, sempre, ovunque, di essere stati troppo buoni, è nella nostra natura “esserlo”. Non possiamo colpevolizzarci di avere dato fiducia a chi forse non lo meritava. Siamo fatti così; cerchiamo di vedere il buono anche dove il marcio c’è da sempre. Non possiamo incolparci di essere fiduciosi, comprensivi, buoni, onesti. Dobbiamo solo capire che non tutti sono come noi.