Naomi Tolentinati – Abitudine
Le convenzioni non vanno sempre a braccetto con tutte le possibilità percorribili, anzi a volte le convenzioni sono il recinto per tenerle a guardia.
Le convenzioni non vanno sempre a braccetto con tutte le possibilità percorribili, anzi a volte le convenzioni sono il recinto per tenerle a guardia.
Non scrivo per lasciare un qualcosa di me, ma perché ho voglia di parlare con il mondo, anche se esso non mi ascolta.
Il disordine dà qualche speranza, l’ordine nessuna.
Aspettative e depressione: la depressione a volte è un male voluto perché ce l’andiamo a cercare, tantissime persone hanno sofferto per la sola ragione di essersi sentite tradite dalle loro aspettative, è solo una questione di calcoli, bisogna abbassare le proprie aspettative.
E poi ci sono quei momenti in cui sei felice, non ti manca nulla, hai…
Spesso non ce ne rendiamo conto, ma siamo “malati di abitudine”. Chi è abitudinario accetta qualsiasi cosa, qualsiasi dolore. Per abitudine si vive accanto a persone odiose, che ci sono indifferenti, si impara a portare le catene, a subire ingiustizie, a soffrire, ci si rassegna al dolore, si è impotenti nel reagire. L’abitudine è il più spietato dei veleni, entra in noi lentamente, silenziosamente, cresce poco a poco nutrendosi della nostra vita, e quando ce ne rendiamo conto è ormai troppo tardi, ogni nostro gesto è condizionato, continuiamo ad “amare”, per abitudine, una persona “estranea”.
Spesso deambulo cogitabondo nei meandri della mia mente, scoprendo sempre qualcosa di nuovo di me stesso.