Napoleone Bonaparte – Morte
Ci sono ferite alle quali sarebbe preferibile la morte.
Ci sono ferite alle quali sarebbe preferibile la morte.
E qui, fra tanta ipocrisia, decido di morire prima che questa decida di uccidermi.
“Allora ascolta”, disse poi, cercando di placare il battito del cuore premendosi le mani sul seno. “Lo scuotitore della Terra ha sconfitto Apollo e sconfiggerà la città. Sentiremo la furia dell’Enosigeo più di quanto sia mai avvenuto. Non si salverà un muro, una casa, una porta, neppure la reggia”.
La malattia è la ribellione della nostra eternità contro il suo seppellimento ad opera dell’ego.
Fautori della pena di morte sono degli statalisti dell’omicidio.
Spargere frammenti di noi nell’arco della vita, disseminare il nostro animo ovunque, mettere radici nei pensieri altrui, fiorire nelle parole di chi ci ama, diffonderci senza mai confonderci. Non è forse questo l’eterno inganno ai danni della morte?
Abito in un corpo libero dai vantaggi dell’eternità. Trascino una legione di vermi da quando son nato e godo grazie a Dio, di una cattiva reputazione, quella che rende affascinanti tutti i perdenti.