Niccolò Di Paolo – Ipse dixit
Grazie a Dio non sono perfetto…
Grazie a Dio non sono perfetto…
Le bugie hanno le gambe corte, anche se portano i tacchi.
Un tempo m’intressò la teologia ma da tale fantastica disciplina (e dalla fede cristiana) mi sviò per sempre Schopenhauer, con ragioni dirette, Shakespeare e Brahms, con l’infinita varietà del loro mondo.
Non amo la gente che giudica, ma ancor di più detesto quelli che in cinque minuti costruiscono di me un quadro che non mi appartiene. Non sono una scatola a cui basta togliere il coperchio per guardarci dentro, sono come uno di quei libri voluminosi dalla brutta copertina che nessuno legge mai, troppo lunghi, e che si svela solo a chi ha la pazienza di arrivare all’ultima pagina.
Qualcuno una volta mi disse “Non si dovrebbero fare promesse, nessuno può scommettere su se stesso nel futuro”.Ci pensai un po’ su, e poi risposi “le promesse si fanno perché in quel momento non influisce nessun fattore esterno… le promesse sono il tempo che si ferma e tu che faresti quanto detto nel momento in cui dici di amare il tuo partner… promettere di amare per sempre è insito nell’amare in quanto tale… e quando parlo di promesse non mi riferisco all’atto in sé ma ad un bisogno interiore di vedere infinito il tempo che hai di fronte”.
Dopo tanti sacrifici, anni di lavoro e qualche vita umana si è costruito questa modernissima centrale dove tutto è controllato e tutto è sicuro.
Tu sei bella, inevitabile io sia bestia.