Paul Mehis – Tristezza
Questo “luogo” mi appare particolarmente triste, quando leggo tristezza immutata nel tempo, senza cogliere la forza e il desiderio per superarla.
Questo “luogo” mi appare particolarmente triste, quando leggo tristezza immutata nel tempo, senza cogliere la forza e il desiderio per superarla.
E guardandoti nella flebile luce di quella stanza, poco prima di addormentarmi accanto a tè, mi venne in mente chiaramente che tutte le follie delle quali fui “accusato” per arrivare fino a li, furono le cose più sensate che feci in tutta la mia fottuta vita.
I ricordi tristi sonnecchiano per tanto tempo in una delle innumerevoli caverne del ricordo, stanno li anche per anni. Per decenni, per tutta una vita. Poi, un bel giorno, tornano in superficie, il dolore che li aveva accompagnati è di nuovo presente, intenso e pungente come lo era quel giorno di tanti anni fa.
Baratro, dove sei? Come vorrei precipitarmici! Vedo troppe cose che non avrei voluto vedere. Meglio aver vissuto che vivere.
La gioia sfoggiata tace profonda tristezza.
Sono altrove, ma anche questo non è il posto giusto per me.
Non è facile immaginare la solitudine se non si ha il coraggio di fermarsi un istante per guardare gli occhi bassi della dignità calpestata.