Raffaele Caponetto – Felicità
Donna vuol dire felicità, ma anche disgrazia. Dipende da quello che hai estratto dal bussolotto targato destino. Attento perché ogni cento palline, novantanove sono nere e soltanto una è bianca.
Donna vuol dire felicità, ma anche disgrazia. Dipende da quello che hai estratto dal bussolotto targato destino. Attento perché ogni cento palline, novantanove sono nere e soltanto una è bianca.
Ed alla fine, visto che troppa gente che ha meno, sa essere più felice di chi ha troppo… Direi che la gioia, in fondo, non è “avere”, ma solo ed esclusivamente, “essere”.
Negli anni si impara che non c’è felicità, non c’è vittoria senza coerenza.
Nel vasto panorama politico italiano, in vista dei prossimi cambiamenti ai vertici dei posti di comando che contano, mi auguro che vengano occupati da coloro che saranno capaci di contrastare con successo la supremazia anglo-franco-tedesca. La domanda sorge spontanea: abbiamo in Italia politici in grado di compiere questa impresa?
Esser felici non è altro che esser liberi e sentirsi vivo. Libero da quel più opprime la tua mente, finalmente libero di volare!
E la crisi in Italia continua a mordere senza pietà; intanto che i nostri politici si incolpano a vicenda, aumentano i suicidi di coloro che vedono calare su di loro la mannaia dello Stato. Ancora niente luce in fondo al tunnel della crisi. Per dirla con i nostri amici teutonici: “Noch kein Silberstreifen am Horizont” cioè: Ancora nessuna striscia d’argento all’orizzonte.
Una goccia di gioia può guarire un mare di tristezza.