Reana Rondina – Abbandonare
Sarò capace di rialzarmi come sempre, non sarà certo un invertebrato come te a fermarmi, quel giorno sarà la tua fine e ti guarderò estasiata strisciare senza volontà alcuna.
Sarò capace di rialzarmi come sempre, non sarà certo un invertebrato come te a fermarmi, quel giorno sarà la tua fine e ti guarderò estasiata strisciare senza volontà alcuna.
Le feste comandate non mi piacciono, diventa quasi obbligo regalare la tua presenza e il tuo tempo a gente che in quei giorni si traveste di buonismo e sotto sotto ti detesta, in una mano il coltello e nell’altra il pensierino! Come canta Mina: “Tutti buoni a Natale, passato Natale te la faccio pagare!” Declino gentilmente ogni ipocrita invito e rispedisco al mittente ogni falso augurio!
Certa gente non ce la può fare a non fare male agli altri, proprio non riesce a non strisciare pur di arrivare allo scopo, quanto è fastidioso sentire il sibilo della loro voce.
L’abito della sincerità non è per tutti, servono semplicità e onestà per saperlo indossare con classe, l’abito della falsità è molto facile adattarlo, si allarga e si restringe, peccato che il tessuto prenda facilmente la forma di chi lo indossa e a quel punto la classe va serenamente a quel paese.
Quando vuoi bene a qualcuno, riesci a metterti da parte. Perché? Perché non ha senso star bene a metà!
Nulla ti abbandona fino a quando non sei tu a decidere di farti abbandonare.
Le donne ti chiedono di diventare un principe azzurro e di trattarle come principesse, ma dopo poco, una volta diventata principessa ti trattano come un servo senza ricordarsi quello che realmente eri.