Roberto Garro – Tristezza
Guardo una rosa fiorita sulla sconfinata landa nevosa del silenzio.
Guardo una rosa fiorita sulla sconfinata landa nevosa del silenzio.
Non piango sovente, quando capita non mi vergogno, perché, chi ha cuore capisce.
Quando hai bisogno di una spalla su cui poggiare la fronte per scacciare la malinconia, ti offro la mia.
Alcuni mi appaiono così fusi con la loro condizione di “dolore” permanente, da farmi ritenere che la cosa veramente dolorosa per loro sarebbe perderlo.
Un cuore che non riesce ad amare muore per il troppo amore.
Alcuni posti, alcune date, alcuni momenti non si dimenticano mai.
Senza te mi sento come un aquilone che non può volare perché non c’è vento, come il cielo grigio quando non c’è il sole, come un fiore senza acqua, che pian piano sta appassendo, sta morendo, io sto morendo dentro, nel profondo della mia anima, e nascondo la mia sofferenza dietro il mio volto stanco di dover fare sorrisi falsi. Tutto ciò l’ho voluto io, perché ho tappato le ali al mio cuore, e non posso incolpare nessuno per la mia atroce sofferenza. Sono l’artefice del mio male.