Rossella Porro – Abitudine
Perché si finisce sempre per piacere a chi non ci piace?
Perché si finisce sempre per piacere a chi non ci piace?
La risposta migliore che avrei potuto darti, mi viene in mente sempre una volta tornata a casa.
Il piacere non esiste, è solo un sinonimo di abitudine.
L’uomo è capace di apprendere poche cose alla volta e vede solo ciò che accade dinanzi a lui, qui e adesso; non riesce a figurarsi una serie di processi che avvengono simultaneamente, per quanto essi siano legati o complementari gli uni agli altri.
Il problema del tè, è che originariamente era una bevanda assai buona.
Quando si guardano troppo le stelle, anche le stelle finiscono per essere insignificanti.
Vedevo d’improvviso una nuova faccia dell’Abitudine. Fino a quel momento l’avevo considerata soprattutto come un potere distruttivo che sopprime l’originalità e addirittura la coscienza delle percezioni; ora la vedevo come una divinità temibile, così inchiodata a noi, con il suo viso insignificante così confitto nel nostro cuore che si stacca da noi, se ci volge le spalle, questa divinità che quasi non distinguevamo ci infligge sofferenze più terribili di qualsiasi altra e allora diventa crudele come la morte.