Salvatore Raimondo – Stati d’Animo
Prima o poi tutti ci guardiamo allo specchio, ma quanti riescono a rivedere La propria immagine riflessa.
Prima o poi tutti ci guardiamo allo specchio, ma quanti riescono a rivedere La propria immagine riflessa.
Si dice che bisogna essere molto forti per amare la solitudine, si è vero, lo confermo, a volte la solitudine la ricerco, amo pensare a me, amo osservare il mondo con i miei occhi, amo circondarmi di cose solo mie, di odori, sensazioni e brividi che mi possono capitare mentre cammino! Amo anche la compagnia quella giusta, quella che sa perfettamente come sei, quella che non finge, quella che non ti vuole cambiare!
Il medesimo vento è una minaccia per la foglia, un’opportunità per il fiore, una carezza per la roccia, uno schiaffo per il mare. A volte mi sento foglia, altre fiore, mare e persino roccia. Altre volte ancora sono il vento.
Dura da troppi anni il mio ultimo anno, senza mai portare quel 31 dicembre fatto solo di fine, senza un primo di gennaio
Nasce tutto dopo le 23.00. Ogni pensiero, lettera, poesia le nostalgie, la malinconia. Le mancanze, quelle non le combatti, non da sola. I messaggi, quelli che si scrivono con le lacrime agli occhi, quelli fin troppo veri e dolorosi per essere inviati. E crolli, eccome se crolli. Crolli, ti penti e si finisce per non dormire più.
Quando faccio la “merda” mi sto quasi sulle palle da sola. Quando sorrido per non piangere mi odio quasi. Quando piango per chi non merita mi riempirei di botte! Ma poi mi dico che io questo sono: una scassa palle quando ci si mette, una di quelle che quando tiene a qualcuno ci tiene punto e basta. Una di quelle che non sa fingere ne ingannare. Una di quelle che dice: “ti vado bene? Resti. Non ti vado bene? Vai”!
Mi son chiesta, ma il destino esiste? O è solo l’ultima spiaggia dispetatala della speranza del disperato? Chissà perché ma non riesco a rispondermi!