Salvatore Riggio – Morte
Quando sogni di morire è meglio che ti svegli.
Quando sogni di morire è meglio che ti svegli.
Ti amo,due semplici parole che possono rinchiudere in séil concetto stesso di un senso di vita.Cinque lettere che tengono imprigionato un mare di emozioniin cui ci si sente affogare se non dette.Tre sillabe che si riprendono la libertà fuggendoe nascondendosi dietro il respiro, soffio di vitache sfocia nell’anima attraverso le labbra di chi le pronuncia,per giungere al cuore della persona amatae se riuscirà nel suo intento allora lo stesso maretravolgerebbe anche la persona a cui son rivoltee colui o colei che l’ha detto non si sentirebbepiù affogare bensì sarebbe un dolce abbandonarsiin quest’acque agitate che prima procuravanosolo ferite e lividi, di questi tuoni che rimbombanonei cieli che prima incutevano timore, ora sarebbero solocarezze al cuore, un bacio all’anima dolce sinfonia per l’udito.
Fino al giorno della morte, nessuno può esere sicuro del proprio coraggio.
Morire è come dormire.Solo che ti lascia dentro al cuore la tristezza di non poterpiù tornare…
Immaginiamola la fine di tutto!Qualcuno ha paura? E perché!?È la fine “di tutto”!
Il pianto offusca le proprie colpe e permette di accusare, senz’obiezioni, il destino.
Un morto singolo è una tragedia, un milione di morti sono una statistica.