Salvatore Riggio – Morte
La Morte non è altro che l’epifora dell’anafora riguardante la Vita.
La Morte non è altro che l’epifora dell’anafora riguardante la Vita.
Fa caldo, ma io ho freddo. Sto gelando dentro, è questa morte interiore che mi ha portata al termine delle mie ore.
I tuoi ricordi ti legheranno al palo del tuo passato e gocce di benzina cadranno dai tuoi occhi per alimentare le fiamme delle tue sofferenze e del tuo rogo. Il tuo grido si diffonderà nel aria come fumo che finirà per soffocarti, la gente rimarrà inerme senza alcun potere di soccorrerti. Come possono spezzare le corde che tu stesso stai stringendo intorno al tuo busto, come potranno avvicinarsi a te e capire cosa accade davvero se sei avvolte nelle tue stesse fiamme e vedere oltre quel muro di fumo che te stai erigendo?
Non restava nulla,nessuno fu contento,aveva lasciato poco da dividere fra troppi,a malapena si pagava il funerale da lui chiesto,per questo fu chiamato “il caro estinto”.
La vita è una malattia cronica che può essere curata solo con la morte.
Chi filosofa e medita sulla propria morte, riuscirà a contrastare minimamente il potere di quest’ultima.
Nella storia dei tempi la vita è soltanto un’ebrietà, la Verità, è la Morte…