Sara Brillanti – Stati d’Animo
Agli specchi mi rivolto, al pensiero di un cervello mi distolgo. Se mi amassi un terzo di quanto mi odio mi chiedo solo come sarei.
Agli specchi mi rivolto, al pensiero di un cervello mi distolgo. Se mi amassi un terzo di quanto mi odio mi chiedo solo come sarei.
MI sento soffocare come un perizoma di strass tra le chiappe di un ippopotamo.
Si resiste a stare soli finché qualcuno soffre di non averci con se, mentre la vera solitudine è una cella intollerabile.
Il pregiudizio è un vagabondo senza mezzi visibili di sostentamento.
La disperazione stessa, per poco che duri, diventa una sorta d’asilo nel quale ci si può sedere e riposare.
L’ingratitudine nasce a volte dall’impossibilità di sdebitarsi.
Il soffrire è umano non è elegante.