Silvana Baroni – Stati d’Animo
E se fosse un refuso: non nati per soffrire, ma per offrire?
E se fosse un refuso: non nati per soffrire, ma per offrire?
È come un giardino fiorito di primavera il camposanto a novembre.
È nell’attesa l’arrivo più bello.
Quel pessimismo imputato sempre alle menti migliori.
Per tutte le volte in cui il troppo dolore non mi permetteva di tirar fiato e mi sei corsa silenziosa incontro. Per tutte le volte che ho tardato, che son caduta o mi son rinchiusa in me. Per tutte le volte in cui mi hai sorretta, diviso con me risate, segreti e sogni. Per tutte le volte in cui la tua mano l’ho incontrata davvero. Per tutte le volte in cui abbiam diviso qualcosa di magico e solo nostro. Per quante volte mi hai capita e permesso di comprenderti. Perché mi hai perdonata di eventuali mancanze, non mi hai mai né pugnalata, né ferita. Perché hai diviso con me le colpe, e di fette di sorrisi e gioie mi hai riempita. Perché c’eri nei momenti speciali, quelli che il cuore vuol ricordare e soprattutto in quelli bui. C’eri tu e ci sarai sempre.
Mi dicono spesso che sono scontrosa, permalosa e arrogante. Io mi definirei di più furba, scaltra e non fessa, ma purtroppo per alcune persone esserlo è un difetto certo. Uno non sanno cosa sia e due credono di esserlo e di poter giocare col mondo! Poveri elementi lasciano solo una lunga scia di compassione e pietà!
Quando comincio qualcosa è perché ci credo, quando gli pongo fine è perché mi accorgo che ero l’unica a crederci.