Silvana Stremiz – Abitudine
L’abitudine uccide qualunque passione.
L’abitudine uccide qualunque passione.
Vedevo d’improvviso una nuova faccia dell’Abitudine. Fino a quel momento l’avevo considerata soprattutto come un potere distruttivo che sopprime l’originalità e addirittura la coscienza delle percezioni; ora la vedevo come una divinità temibile, così inchiodata a noi, con il suo viso insignificante così confitto nel nostro cuore che si stacca da noi, se ci volge le spalle, questa divinità che quasi non distinguevamo ci infligge sofferenze più terribili di qualsiasi altra e allora diventa crudele come la morte.
Il mestiere per essere ben fatto va esercitato.
E passerà, come tutto deve passare. Alla notte più scura non segue forse il giorno? Allora mi consolo perché tutto passa perfino questa incertezza sbroglierà al vento la sua matassa.
L’uomo schiavo dalle proprie abitudini è signore di nulla.
Sono le cose non dette che lacerano l’anima e io non voglio morire di silenzi.
L’abitudine è lo stesso che la cecità.