Silvana Stremiz – Stati d’Animo
Gli addii devono compiersi guardandosi negli occhi.
Gli addii devono compiersi guardandosi negli occhi.
Sono la lontananza, sono la corsa di un bambino verso sua mamma sono in un sogno antico, sono nella pancia di un lupo e non voglio assolutamente pensare a niente se non alla luce che arriva quando mi apri le parole addosso e non voglio fare nulla se non principalmente galleggiare nello scrigno in plasma di una nebulosa che si prepara a vivere il riflesso di tutto ciò che resta. Ancora per pochissimo; circa dieci miliardi di anni.
Abbraccio i silenzi che m’hai lasciato e mi stringo al petto i battiti del tuo cuore.
È troppo comodo chiedere scusa, che poi alla fine la parola scusa non vuol dire niente, è molto meglio un sentito mi dispiace, un pentirsi con l’anima. Un mi dispiace che parta veramente dal cuore e non solo dalla bocca.
Sono quei piccoli ed improbabili gesti che rendono la vita, un po’ meno amara!
Durante tutta la mia vita, più che fretta di crescere avevo fretta di stupirmi del mondo.
E poi, proprio nel giorno in cui uno si aspetta chissà che, scopre che le cose più belle sono quelle che non cambiano: la voce che ti dà il “buongiorno”, gli occhi che ti guardano con amore appena ti sei svegliato, le mani dolci di chi ti porge il primo caffè dell’anno. Perché a volte non è importante quello che cambia, ma quello che resta.