Silvana Stremiz – Vita
Il tempo che passa è una benedizione. Non è una condanna, ma semplicemente la vita che scorre.
Il tempo che passa è una benedizione. Non è una condanna, ma semplicemente la vita che scorre.
Quanta cattiveria si erge dalle fondamenta dell’ipocrisia. Quanta falsità si arrampica e si insinua nelle viscere dell’incoscienza. No sono solo strappi al cuore queste realistiche condanne, ma ferite aperte che provocano infelicità e dolore a chi ne rimane vittima. Elaborare il lutto non vuol dire superarlo, come combattere la cattiveria non vuol dire sempre sconfiggerla. Troppa erbaccia afferra le nostre caviglie costringendoci a sopravvivere non a vivere! Questa è la dura realtà che dobbiamo tenere conto, ma sapendo anche che; se abbiamo il coraggio di affrontare i disordini e la cupidità della realtà, domani potremmo finalmente avere la meglio e sradicare tutte le erbacce che ostacolano il nostro cammino, (vivendo davvero).
Alcune cose accadono, così senza una spiegazione logica.
Spinti da un’irrefrenabile frenesia, lottiamo per ciò in cui crediamo credendoci nel giusto, ed a quel punto perdiamo quella lucidità che potrebbe salvarci e la cui mancanza porta al fallimento.
Una sola goccia d’acqua lentamente riesce a fare sopravvivere una grossa quercia, l’aridità lentamente riesce a farla morire.
Il tempo che scorre fulmineo e le gioie e i dolori durano un’istante.
Le riflessioni sono uova di pensieri, depositati nel nido più alto, covati nel punto del tempo e di silenzio, e germogliati quando la notte è in bilico tra buio e chiarore, dove la consapevolezza, suscita coraggio e provoca azione tramite i suoi raggi.