Silvia Nelli – Vita
Sono tanti piccolissimi attimi messi tutti assieme a formare i momenti e le cose più importanti e solide della vita.
Sono tanti piccolissimi attimi messi tutti assieme a formare i momenti e le cose più importanti e solide della vita.
Non permettere a chi non lo merita, di rigarti il viso di lacrime, di oscurarti come un temporale oscura il sole, di privarti delle forze e di stroncare il tuo coraggio sul nascere, perché se ci sono cose che ti contraddistinguono sono la forza, che ti permette di alzare montagne, i sorrisi che doni che irradiano le giornate tue e di chi ti sta accanto, lealtà e sincerità che in molti dicono di avere, ma che pochi sanno dimostrare, e soprattutto coraggio, che ha fatto di te la persona che sei oggi!
So perfettamente che nel mondo non siamo tutti uguali. So che abbiamo modi, caratteri, idee diverse. Ma non saper accettare i modi, le scelte, le idee altrui e cercare di distruggerle solo perché diverse è sintomo di ignoranza, invidia e poca stima di se stessi!
Quando la strada si fa lunga e difficile non affrontarla a testa bassa o sei già sconfitto. Alza gli occhi guarda avanti e sorridi chi molla prima di perdere ha già perso.
Poi vennero le parole e ci resero schiavi, l’obbligo di una risposta per potersi difendere.
A Milano, di notte, c’è il mare. È un mare di persone che, nascoste dall’oscurità, nuotano da un locale all’altro per pescare o per farsi pescare, un po’ esche, un po’ squali disinvolti e impacciati. È un mare di guai, nelle bische volanti di Piazza Tirana, dove un dado e una pallottola rimediano sempre un buco di troppo. È un mare in burrasca alla disperata, frenetica ricerca del divertimento prima che faccia giorno. È un mare di equivoci in cui i travestiti brasiliani si spacciano per ex ballerine Oba Oba, ostentando, anziché la voce delle sirene, baritonali listini dei prezzi. È un mare che a tratti può apparire deserto e ti sembra che non ci sia in giro nessuno, ma sai che è profondo come l’oceano e, come l’oceano, abitato. È un mare in cui potersi perderti se non ci fossero le luci dei locali aperti a farti da faro, se non ci fossero finestre illuminate anche in palazzi quasi completamente addormentati, come a dirti che a Milano le case dormono con un occhio solo. E poi ci sono i fari delle auto che dragano la città per mettere a fuoco una tentazione. I buchi dei dadi, dei proiettili, delle siringhe, delle narici da dove esce muco ed entra cocaina, i buchi del corpo umano eletti a custodi del piacere della carne. Da tutti questi buchi, di notte a Milano, fuoriesce l’acqua, da tutti questi buchi, al mattino, l’acqua rientra e nessuno ha il coraggio di ricordare che a Milano, di notte, c’è il mare.
Ci sono dei pensieri che hanno di per sé poco o nessun senso, impressioni decadenti della realtà che però quando raccontate possono spiegare sensazioni ed emozioni ad un primo momento imperscrutabili. Un po’ come capire la vita ricordando i sogni.