Silvio Muccino, Carla Vangelista – Comportamento
La debolezza del carnefice è quella di non poter fare a meno della sua vittima.
La debolezza del carnefice è quella di non poter fare a meno della sua vittima.
Le cattive azioni portano ad avere la coscienza sporca. La coscienza sporca porta davanti a un bivio: si può decidere di avere il coraggio e l’umiltà di ammettere la propria colpa e domandare perdono, oppure si può scegliere di essere vigliacchi e non farlo mai. La grandezza di una persona si misura anche attraverso queste piccole cose.
Non farsi intimidire, non farsi governare il cervello dal nemico, muoversi con originalità, non in linea retta.
A volte cerchiamo visibilità in modi alquanto improbabili, spariamo dalla vita reale, svanendo dentro uno…
Forse nella vita devo ancora imparare molte cose, ma c’è una cosa che credo non imparerò mai ed è quella di non soffrire. Di non stare male quando rimango delusa. Di non piangere se vengo ferita. Di non scoraggiarmi, per poi rendermi conto che devo rialzarmi e riprovare. È facile ferire qualcuno, usare i loro limiti, debolezze e dolori come arma contro di loro, è comodo rendersi forte con le debolezze altrui. Ma essere persone di grande valore è altro, le persone di grande valore raccolgono le tue debolezze e le tramutano in forze, usano la loro forza e il loro coraggio per trasmetterti energia, usano la testa e il cuore e non la malvagità dell’anima.
Non è il fine che giustifica i mezzi, ma sono i mezzi che devono condurti…
Troviamo conforto grazie a coloro che sono d’accordo con noi e cresciamo grazie a coloro che non lo sono.