Ignazio Cantù – Sogno
A volte ad occhi aperti si fanno grandi sogni.
A volte ad occhi aperti si fanno grandi sogni.
Ognuno sogna i sogni che si merita.
Non permettere mai a nessuno di sovrastarti ma se questo accade non permettergli di prendere i tuoi sogni, che sono l’unico modo per combattere un presente avverso.
Nessun sogno è come vivere.
Fa che i tuoi sogni siano sempre di pietra così nessuno potrà mai distruggerli.
Fidatevi dei sogni perché in loro è nascosta la porta dell’eternità.
Quanto più ci si avvicina al sogno, tanto più la leggenda personale comincia a diventare la vera ragione di vivere.
Abbi cara la tua visione e i tuoi sogni perchè sono figli della tua anima, impronte indelebili del tuo successo finale.
Se credi ai sogni sei un uomo ricco; se credi al mondo sei un uomo ricco di sogni.
Tutto l’universo cospira affinché chi lo desidera con tutto se stesso possa riuscire a realizzare i propri sogni.
Io sono quello che chiunque di noi può essere, se ascolterà il proprio cuore. Uno che si meraviglia davanti al mistero della vita, che è aperto ai miracoli. Solo che l’altro per paura di deludere, non mi lasciava agire.Si. Quando l’ho scoperto, mi sono svegliato deciso a essere ciò che realmente ho sempre desiderato. L’altro è rimasto lì, nella mia camera, a guardarmi, ma non l’ho più fatto entrare, anche se talvolta ha cercato di spaventarmi, mettendomi in guardia sui rischi di non pensare al futuro.Ma dal momento in cui ho scacciato l’altro dalla mia vita, l’energia divina ha operato i suoi miracoli. (da “Sulle sponde del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto”)
Se uno sogna da solo, è solo un sogno.Se molti sognano insieme, è l’inizio di una nuova realtà.
Dormire è la miglior meditazione.
Quando arriva a tradurre i propri sogni in oro e argento, l’uomo non può scendere più in basso.
I sogni spariscono come il sole al tramonto… La realtà è eterna.
I sogni possono diventare realtà? Siamo noi stessi a doverci dare la risposta.
I birichini rumori del sonno:Nella stanzetta percepì un fine tic tac, tic tac, le occhiaie son vicine. La lancetta galoppa senza sosta, la suoneria ed ecco la mezzanotte. La sveglia continua la sua corsa: l’una, le due, le tre che lo segue senza premura e così via. Finchè alle sette la sveglia si guastò e il sonno mi chiamò. Insomma le lancette per una volta mi abbandonarono e mi lasciarono dormire. Ma il resto dei rumori no. Miao, bau bau, din don, coccodè, patatrac, a domani!