Sonia Sacco – Stati d’Animo
La più bella delle favole? Raccontare ad una bis-nipote di un’amore lungo tutta una vita, dove la protagonista femminile, sei e sei sempre stata solo tu!
La più bella delle favole? Raccontare ad una bis-nipote di un’amore lungo tutta una vita, dove la protagonista femminile, sei e sei sempre stata solo tu!
Lascerò andare la corrente, perché sono stufa di cadere sui sassi cercando di fermare l’acqua.
Il cielo ha cambiato colore. Pioggia incessante cade. Un lampo illumina il giorno, il rombo di un tuono in lontananza. Ed io mi lascio bagnare dalle lacrime del cielo. E m’accorgo che io stessa sono pioggia nel vento.
Le cicatrici servono. Servono a ricordare che ci si può far male, che esistono i bastardi. Ma a volte siamo noi, l’unico “bastardo” che abbiamo davvero incontrato. L’unico in grado di farci del male davvero. Ci ricordano che vivere non è semplice, decidere non è semplice. Basta giocare una carta sbagliata e può finire una partita. Le cicatrici servono a renderci più forti e invulnerabili, a costruire muri invalicabili fra noi e il dolore, fra noi e il nostro cuore, fra noi e il mondo, fra noi e le bugie, fra noi e la verità, fra noi e la nostra anima. Le cicatrici sono bastarde, sanguinano all’improvviso e ci riportano indietro nel tempo “di quel dolore”, ma servono a farci crescere, a renderci impenetrabili ad altro dolore. A renderci abbastanza forti da non soffrire ancora.
Arriva il freddo: cioccolata calda, piumone, film e tante coccole. Ecco il mix perfetto.
Alcune voci della notte possono causare profonde ferite. Arriva il giorno e le sana tutte.
Illusa, d’aver amato un sogno, un dolce e meraviglioso sogno, perché sai era quello, aver amato e desiderato con tutta te stessa quello che non era altro che un sogno. Povera illusa povera te, che hai creduto al sogno, quel meraviglioso maledetto sogno!