Domenica Borghese – Stati d’Animo
Scelgo sempre di andare oltre quel: nonostante tutto.
Scelgo sempre di andare oltre quel: nonostante tutto.
E dovrebbero tapparmi il pensiero, che non fa altro che urlare il suo nome.
Come l’onda del mare muove le acque dell’oceano anche l’onda che esce dal pensiero muove un oceano invisibile che può dare gioia o tristezza, è un mare pieno di noi dove ci tuffiamo senza conoscere limiti dove nascono brevi momenti di armonia segnati da un’atmosfera fragile che ci circonda dove si incontra nei viaggi disinteressati dell’inconscio la notte che passa ed il pensiero che va nella dimensione del sogno che coinvolge lo spirito scoprendo che la quiete del mare ha il sapore dell’equilibrio che in ogni momento della vita rinasce nel volere la trasformazione di un destino che vibra in sintonia del tempo e lo spazio.
Vivo cercando nell’aria il soffio dell’amore, visitando ad occhi socchiusi il profondo del vento che ti avvolgeed ascoltare dentro le fessure della vita l’eco della verità, brezza che innalza lo spirito che eleva la dimensione dell’essere vestendolo di pace nella trasparenza di un pieno fatto di energie dove trascorre il tempo che vivo, e nella misura di uno spazio si trasforma la realtà che apre la porta alla tua coscienza in un mondo quasi irreale i raggi di un sole che abita dentro te, vibrando nei pensieri un soffio di luce.
Non era cosi ho visto una persona vera innamorata o forse tutto quello che faceva lo faceva con amore adesso vedo un fregarsene e tanta indifferenza.
I miei ricordi fanno parte di me li sento scorrere dentro di me dolcissimi e malinconici, agiscono da balsamo. La mia anima ne ha bisogno per sorridere e scivolare in essi, e sentirmi forte e appagata. Cerco in essi ogni piccola gemma, li tengo da conto, nello scrigno delle meraviglie. Mi sarà utile quando mi sembrerà che il cielo perde i suoi colori e il mare la sua voglia di danzare e il vento di trasportare tanti profumi e fragranze, e la mia anima allora, si sentirà appagata e felice.
Io sono impotente, di fronte alle troppe parole, di fronte alla troppa rabbia, io sono impotente davanti a chi dice di sapere di più, io sono perdente.
Guardando le stelle, il silenzio di luci e parole verranno cantando da sole le rime e le strofe più belle. E così mi specchio nella nebbia dei ricordi, mi perdo nella sua nebbia e confusa guardo lo scorrere del tempo. Gocce sospese infranti trascinati da sogni ormai lontani. Io donna, so che nel lungo travaglio stà la forza. Io sono il mio presente e sarò il mio futuro mi regalerò un’altra possibilità, cercherò di essere felice. Spolvererò le cose antiche dal cuore e dai pensieri. Perché chi pianifica ciò che è importante trasforma tuttoin piccole cose.
Fossi meno vecchio, avrei più tempo davanti a me, avessi più tempo davanti a me sarei più disperato, fossi più disperato avrei più rabbia, avessi più rabbia avrei la mira migliore. Per fortuna l’italia è un paese di vecchi.
Verrò a prenderti presto. Fatti trovare vestita fuori e nuda dentro. Non sarà una minaccia ma uno stato di grazia e di strafottente felicità.
Mi passano per la testa migliaia di pensieri, ma è spesso il pensiero con cui mi sveglio la mattina a determinare, nel bene o nel male, il resto della giornata.
In me nascondo il mistero di me.
Il punto debole delle persone forti come me sai qual è? Che sopportano e affrontano di tutto, ma se crollano non è facile che riescano a rialzarsi.
È difficile rimanersene li in silenzio e far finta che non te ne importi nulla, mentre invece quel “nulla” era tutto quello a cui non avresti mai voluto rinunciare, per me quel nulla era tutto, era una ragione per respirare, per sognare, per sperare… era la ragione per cui avrei dato la vita. E adesso? Adesso non c’è più nulla per cui valga la pena di continuare ad esistere.
Quando non ce la fai più fermati e respira, ma come fai a respirare se ti senti scoppiare dentro? Allora guarda il cielo e tutto ti sembrerà più chiaro.
Dovremmo smetterla di continuare a pensare a noi stessi, a quello che è giusto o meno per noi. Dovremmo smetterla di crearci paesaggi immaginari che ci rendono più pilastri gelidi che carne ed ossa. Dovremmo smetterla di guardare tra gli occhi degli altri per capire come leggere i nostri. Dovremmo smetterla di sentirci vivi in un mondo di morti. Dovremmo smetterla di cercare cose inutili che non migliorerebbero ne il nostro mondo e ne quello degli altri. Dovremmo ogni tanti prenderci una pausa dai nostri pensieri, quelli che ti consumano le ossa e il cervello, questo è il prezzo per sentirci liberi? Poi, lo saremo davvero un giorno o stiamo facendo tutto per niente, per tornare a posare sui vecchi pezzi di pietra?
La domenica ideale è quella col sole. Il maltempo fa della domenica un giorno qualunque.