Stefania Meneghella – Morte
Non è la morte che ci spaventa, ma la strada che ci conduce ad essa.
Non è la morte che ci spaventa, ma la strada che ci conduce ad essa.
Ognuno è dispiaciuto di morire ma nessuno è dispiaciuto di essere morto.
Funerea falce nell’infinito ventre oscilla sul capo dei condannati a vita.
Una donna sempre pia e timorata di Dio, alla morte del suo unico grande amore, rinnega tutto, tutto in quel che ha creduto e amato. Non ama niente, non si capacita all’idea che persone con grandi doti villane, restino sulla terra, mentre persone che lavorano sodo, e son amanti della buona vita vengono privati dagli affetti più cari in giovane età. La donna non ha pace, trova conforto nelle parole di un prete: donna se tu dovessi scegliere dei fiori da portare alla persona cara, e ti troveresti in un prato, quale sceglieresti? I fiori più belli e vivi di colore o quelli bui e spenti? Il nostro signore agisce così raccoglie dalla terra i fiori più belli.
Non è la morte che fa paura, ma è la vita con le sue fiabe e i suoi dolori che ci usura.
In punto di morte non piangete, è l’ora della gioia.
Se l’attesa è massacrante, ciò che da tempo avevi atteso diventa meraviglioso.