Stefano Gentilini – Religione
Credere senza vedere è senza dubbio un atto di fede, ma sapere di essere nel giusto, è solamente cecità.
Credere senza vedere è senza dubbio un atto di fede, ma sapere di essere nel giusto, è solamente cecità.
Gesù si rivolge a noi, si fa “incontro” per noi, chiedendoci una cosa sola non “cosa hai fatto?”, ma “mi ami?”.
Che Dio sia morto o no, è impossibile tacerne: c’è stato per tanto tempo.
La mente deve considerare questo, tutte le modificazioni corporee o gli aspetti esteriori delle cose devono essere riferiti all’immagine di Dio.
Non si può imporre a nessuno di credere. La fede in Dio è come l’amore, nasce liberamente e improvvisamente nel cuore. L’anima sente la forza, sente le emozioni; non si può descrivere a parole ma si può capire il senso di tutto attraverso l’incontro con Gesù.
Le prostitute sono più vicine a Dio delle donne oneste: han perduto la superbia e non hanno più l’orgoglio. Non si gloriano di quel nulla di cui la matrona si onora. Posseggono l’umiltà, pietra angolare delle virtù gradite al Cielo.
Dio è l’invisibile evidente.