Susan Randall – Stati d’Animo
Si cerca sempre quel che non esiste, e si vuole quello che non svanisca e, che non duri un sol giorno.
Si cerca sempre quel che non esiste, e si vuole quello che non svanisca e, che non duri un sol giorno.
Puoi scegliere di allontanarti dalle persone, puoi scegliere di non perdonare i loro errori, ma non rinnegarle, non rinnegare il bene che hai voluto loro, un tempo erano lì nel tuo cuore, e un motivo c’era.
L’aria si fa leggera ed arriva volando una piuma ma bianca da dire che c’era e non c’era da sembrare una falce di luna. L’aria si fa leggera quando ancor più leggera è la piuma e mentre nel cielo non sembra sia vera rende vera ogni cosa e nessuna.
La vita è un circo, io sono un pagliaccio, ho una maschera felice e non riesco più a piangere. Sono il peggiore degli acrobati, cammino su una fune augurandomi di cadere giù. Resto sempre in equilibrio perfetto. Un inconsapevole compagno mi prende al volo ad ogni volteggio dal trapezio. Sul mio spettacolo non cala mai il sipario, il mio pubblico sembra voler ridere per sempre. Un’eco di gioia incomprensibile e distante. Non conosco altro luogo da chiamar casa che non sia questa grande tenda, non ho altra famiglia se non questa folla divertita. Non conosco nient’altro al di fuori di questo, nient’altro conoscerò mai. Io sono il pagliaccio. Io, non altri, rispondo a questo ruolo e in eterno io sono.
Vivo in un mondo fatto di rose per sopravvivere all’amaro della vita e alla sua realtà, vivo sospesa fra l’oltre e il presente, perché il domani so già cosa mi porterà. Vivo, respiro, mi aggrappo con forza cadendo ogni giorno in questo mondo che non va.
Riordinare casa è facile ma quando si tratta di riordinare la propria Vita non si sa da dove iniziare.
A tutti quelli che ci dicono che siamo sbagliati, che ci accusano di essere peggiori e ci danno colpe e facce che non abbiamo. A tutti quelli che pensano che ciò che loro pensano, dicono e fanno sia il “giusto”. A tutti quelli che della loro vita non guardano mai una virgola, ma amano mettere, giudicare e criticare ogni “punteggiatura” della nostra; diciamo: “andate a farvi fottere”! Non siamo migliori di voi, ma certamente voi non sarete mai migliori di noi!