Susan Randall – Tristezza
Cammino, e vago nell’universo, alla ricerca del sorriso perso.
Cammino, e vago nell’universo, alla ricerca del sorriso perso.
La solitudine è un vuoto in espansione in mezzo all’infinità sconosciuta dello spazio.
L’immaginazione del dolore è più forte e reale del dolore stesso.
È triste sapere che manca qualcosa e anche sapere che non si può comprare, sostituire, dimenticare. L’amore, lo sai, non si chiede.
L’uomo coltiva la propria infelicità per avere il gusto di combatterla a piccole dosi. Essere sempre infelici, ma non troppo, è condizione “sine qua non” di piccole e intermittenti felicità.
Non è vero che la solitudine è una scelta, la solitudine è una prigione in cui ci si rinchiude per paura della sofferenza.
Ripensandoci mi sento proprio un cretino ad aver avuto qualche speranza e tutto ciò che è stato diventa sempre più un’illusione, ma ancora una volta mento a me stesso e preferisco considerare tutto come un bel sogno.