Susan Randall – Tristezza
Non piango su quel che non è stato, ma su quel che è stato. E ne porto con me le ferite.
Non piango su quel che non è stato, ma su quel che è stato. E ne porto con me le ferite.
In questo momento avrei voglia di strapparmi le carni vive, per vedere lo sfacelo che dimora dentro il mio petto. Corruzione, rabbia, dolore, solitudine… avrei voglia di liberarmi di tutto ciò, ma so per certo che così facendo, cancellerei me stesso e nell’eliminare l’inutile che c’è in me… l’inutile me, forse così riuscirei a fare qualcosa di buono!
Se la vita ti sembra un sogno, allora fanne realtà.
L’amore vero vive libero e non si appesantisce nel dubbio.
Io, non so perché sto vivendo ma so, il motivo per cui sto morendo…
Sentiamo dire che le avversità fortificano, a me non sono servite a rendermi più forte, ma solo a farmi soffrire.
Tutti abbiamo un amico, sai quello che quello che dice ci sono oggi e ci sarò anche domani tranquilla io non ti lascerò mai sola, con me i tuoi giorni saranno sempre pieni, e mai noiosi. Ma vi è un amico particolare che ne farei volentieri a meno di lui, che si presenta sempre nei momenti meno opportuni, e quasi sempre inaspettato, il mio amico, caro è lui, l’unico vero amico che senza avrei un immensa voglia di sorridere. Ma certo che ti dico il suo nome, Stà pur tranquilla che lo conosci anche tu, il suo nome? Guarda sono sicura che lo conosciamo tutti, il suo nome?. Problema ed ha un amica molto… molto bella, ma qualche volta un po’ antipatica. Ma pur sempre bella, e lei, lei si chiama Vita!