Tania Memoli – Stati d’Animo
La paura è necessaria nel momento in cui ci porta a riflettere, ma diventa un danno quando ci frena.
La paura è necessaria nel momento in cui ci porta a riflettere, ma diventa un danno quando ci frena.
Devo trovare una forma di pazzia più ragionevole, questa di parlare ai fantasmi, finirà per farmi diventare matta.
Essere fieri di se stessi è qualcosa che va oltre al “dirlo”. Io sento che sono fiera di me, e lo so. Abbasso tutte quelle persone che per screditarmi mi hanno dato un motivo in più per esserlo. La mia coscienza è pulita e non si può certo sporcare con le parole altrui.
Non mi hanno insegnato a guardare il mondo con amore, l’ho imparato attraversando strade buie che mi hanno portato alla luce, quella luce che si chiama amore!
Chissà cosa sente la foglia che si stacca dal ramo, benché le sue nervature apparissero salde nell’innesto, invece, guardarsi morire la speranza del verde ed arrivare alla secchezza dell’arido, inquietante, malaticcio giallognolo e tentennare nella sospensione del refolo che, sadico, pone in prospettiva lo schianto, ma perpetua il senso del precipitare nella stasi della vertigine. Aspiriamo al nitore degli approdi, delle definizioni perentorie dei verbi nella coniugazione d’un passato prossimo che ci faccia chiudere gli occhi in segno di rassegnazione, evitando il gerundio della paura. Sta cadendo.
Preferisco vedermi morta, anziché non veder te viva accanto a me.
E poi le cose cambiano. Ecco che all’improvviso cambiano le persone, le cose e anche tu cambi. Chi doveva esserci non c’è, chi non credevi ci fosse lo trovi li vicino a te e tu non sai più chi sei e in cosa hai creduto fino ad oggi. Cambia tutto radicalmente a volte e basta così poco per perdersi e spesso non bastano ore e giorni per ritrovarsi.