Teresa D’Auria – Cielo
Siamo riconoscenti alla notte perché ci regala la possibilità di sognare.
Siamo riconoscenti alla notte perché ci regala la possibilità di sognare.
Il letto è il campo dello spirito liberato dal peso. Bisogna essere distesi per vedere il cielo.
Piange lacrime amare questo cielo che assiste ai nostri vani sforzi di toccare le nuvole.
Forse la Luna è una lacrima non caduta nelle acque del mare, che, nel corso del suo movimento intorno alla Terra, traccia la curva delle labbra di quella Notte su cui amara è rimasta.
Chissà cosa c’è là fuori, dopo l’universo.
Il fenomeno che in seguito avrebbe preso il nome di Impulso ebbe inizio alle 15.03 del 1° ottobre, ora di New York. La definizione era naturalmente imprecisa, ma a dieci ore dall’evento quasi tutti gli scienziati in grado di farlo notare erano o morti o impazziti. In tutti i casi il nome contava poco. Quello che contava era l’effetto.
Ci scalda senza perché, ci da la vita con la sua vita. Il sole. Luce su tutto. Perché?