Teresa D’Auria – Figli e bambini
Mai scorderò quando mia madre prendendomi per mano un giorno mi disse: “Inciamperai spesso lungo il tuo cammino, ma non darti pena perché io t’insegnerò a credere in te stessa!”
Mai scorderò quando mia madre prendendomi per mano un giorno mi disse: “Inciamperai spesso lungo il tuo cammino, ma non darti pena perché io t’insegnerò a credere in te stessa!”
So di essere un fallito, non occorre ripetermelo all’infinito. Sono un perdente e di sicuro non ho mai combinato mai nulla di buono. In quanto a fortuna non ne parliamo nemmeno. Di sicuro non sono mai stato il figlio che volevi. Mai ti ho dato una soddisfazione o un motivo per essere fiero di me. Posso solo dire che mi dispiace tanto di essere quello che sono. Comunque tranquillo, non sei l’unico. Mettiti l’anima in pace, io non sarò mai un vincente. Non ti aspettare nulla di buono, ma lascia che ti dica una cosa papà, io ho fatto e farò sempre del mio meglio. Davvero.
C’è più anima nella semplicità che nella vistosità.
L’arte imita la natura che sfoggia i suoi colori. Le sue pennellate sono miracoli che si perpetuano sulla tela della vita.
Il pensiero di ogni mattino ê lo stesso che mi accompagna nella giornata, dandomi la buona notte ogni giorno: i miei figli.
Non ho figli. Le mie figlie sono parole scritte che vivranno nelle menti di chi legge.
Gli animali e i bambini mostrano senza limite quello che un adulto impara a nascondere crescendo. Loro hanno la funzione di ricordarci chi stiamo diventando o chi siamo davvero.