Thomas Hobbes – Morte
Sto per intraprendere il mio ultimo viaggio, un grande salto nel buio.
Sto per intraprendere il mio ultimo viaggio, un grande salto nel buio.
Di qui a cent’anni, tanto varrà il lino quanto la stoppa.
Quando il cuor si spegnerà tutto svanirà anche la libertà…
Ricordo mio nonno, un contadino: quando gli chiedevo “Cosa fai, nonno?”, rispondeva “aspetto la morte”. Per me non era mai una risposta tragica perché per lui aspettare la morte significava attrezzarsi, nell’ultima parte della vita, ad affrontarla con tutte le armi dell’uomo (lo scherno, l’ironia, la tristezza, l’amicizia, l’amore), ma mai ad esorcizzarla. Noi invece la dobbiamo esorcizzare con i nostri “gesti segreti” perché crediamo solo nei fatti. E di fronte al “fatto della morte”, che non si può controllare perché si è “assenti” nei riguardi di esso, possiamo solo fare scongiuri o “dare i numeri”.
Riposare sui propri allori è altrettanto pericoloso che riposare su una slavina. Ti appisoli, e muori nel sonno.
È più facile sopportare la morte senza pensarvi, che il pensiero della morte senza che vi sia pericolo.
La morte è ciò che fino ad ora la vita ha inventato di più solido.