Valerio Varaldo – Paradiso & Inferno
Da lassù dove il tempo diventa eternità. In un attimo l’unione di ogni spirito.
Da lassù dove il tempo diventa eternità. In un attimo l’unione di ogni spirito.
Il tormento… è tutto ciò di cui necessita l’inferno per scacciare via il paradiso dall’anima…
Ambisco al paradiso, ma frequento l’inferno.
Tre porte ha l’inferno: lussuria, ira, avarizia.
La poesia è solo un raggio dell’anima, che fuoriesce per essere condiviso, la penna ne è solo un canale, ma tutto nasce dal cuore.
Per alcuni di noi, per cui la vita è o bianca o nera, o tutto o niente, o dentro o fuori, senza mezze misure…l’essenza di ogni oggetto che possiamo possedere, dal più scontato al più raro, viene massimizzata, fondamentalmente privandosene. Perché solo la privazione aumenta il desiderio. E quando il desiderio è estremo, la sua percezione e intensità sono equivalenti a quelle di un orgasmo. Ebbene si. Bisogna fare l’amore. Fare l’amore con il cibo, con le proprie passioni, con la propria mente, con il proprio corpo, con il proprio uomo. E fare l’amore significa arrivare allo stremo delle energie fino a far male, a far mancare il respiro, a nauseare. Una sorta di masochismo paradossalmente rigeneratore, che si raggiunge solo rendendo esclusivo l’approccio con l’oggetto. L’abitudine è assuefazione che sminuisce il suo straordinario valore. Per questo bisogna fondamentalmente privarsene…
La pazzia mi porterà alla morte, ma anche lei si innamorerà di me.