Veronica Ceglia – Stati d’Animo
Io ormai con certe persone ci ho perso le speranze, anzi non è che le ho perse, si sono proprio suicidate.
Io ormai con certe persone ci ho perso le speranze, anzi non è che le ho perse, si sono proprio suicidate.
Per salvare la nostra felicità a volte diveniamo esseri ignobili. Quante verità vogliamo che rimangano sotto la polvere, perché preferiamo bendarci la vista pur di salvare i nostri disegni, e la triste realtà è che impariamo a conviverci con quelle finte realtà, pensando che il tempo rimargini quelle ferite che non abbiamo voluto curare; eppure sappiamo bene che quelle parole non dette, non ci hanno salvato affatto, ma ci hanno solo concesso una lenta morte. È così una bugia: scava in fondo all’anima e, quando l’hai capito, ti abbandona con la ferite ancora aperte.
Sono così inavvicinabile che neanche un’essenza divina mi tocca più anche solo con il pensiero.
A volte ci sono parole che ti lasci scivolare addosso perché sei convinta che mai nulla potrà accadere, a distanza di anni ti rendi conto che mai parole furono più profetiche, erano giorni dell’allegria della spensieratezza, avevi tutto il mondo, ma il mondo non era pronto ad averti.
Per alcuni l’invidia è talmente radicata in loro, tanto da farne addirittura la loro ragione di vita.
Voglio uscire da questa gabbia-galera di questo sentimento che mi rende indifeso e prigioniero.
E ogni notte muoio e ogni giorno risorgo, fragile e forte. Ogni notte l’oblio mi prende per restituirmi più vecchio al giorno successivo, più stanco, certo, ma anche più savio, perché la vita nulla sottrae, ma goccia a goccia aggiunge, fino a quando la mia misura non sarà colma.