Victor Hugo – Società
Colui che è affamato non ha scelta.
Colui che è affamato non ha scelta.
La democrazia concede anche agli stupidi il diritto di parlare, ma non obbliga nessuno ad ascoltarli.
Gli italiani sono irrimediabilmente fatti per la dittatura.
Chissà perché al Nord per “immobiliarista” si intende una un imprenditore di tutto rispetto e al Sud è sinonimo di mafioso, abbiamo così tanti problemi i comunicazione?
La verità è l’abilità suprema.
Apparteniamo al mondo dell’apparire e non dell’essere.
Arbeit macht frei. Se almeno non ci fosse tanto freddo. O tanta fame. Se le ali di tutto ciò che vola avessero conservato i colori, la leggerezza. Le gole il canto, i viottoli i piccoli rumori del giorno. L’odore del caffè, della zuppa di cavolo, del miele pronto per i dolci. Se ci fossero ancora le ragazze di maggio, gonne svolazzanti, gambe snelle al volteggiare di danza. E i ragazzi timidi e sfrontati, giovani cervi a misurare il palco delle muschiose corna, tra risate e urti di spalle. E i bambini, i loro trilli e cinguettii, il loro pianto di capriccio, l’urlo del mal di pancia e le madri, carezze e balbettii di zucchero, calore di seni turgidi e profumo di sapone Quanto silenzio invece rotto da respiri in rantolo, da voci secche, strusciar di piedi e tosse. E l’odore che regna sovrano è nel grigio fumo dei camini.