Lena Dubrovnik – Vita
La vita è il “sogno” della morte.
La vita è il “sogno” della morte.
Chi non ha sofferto non è un essere: tutt’al più un individuo.
Quando ti sveglierai e non vedrai più il sole, o sarai morto o sarai tu il sole.
Che brutta razza è quella delle persone la cui anima riposa tutta sul cerimoniale, il cui poetare e fare consiste per anni nel mirare unicamente alla conquista di un posto più importante a tavola!
Nel mondo non è importante conoscere gli uomini, importa essere più intelligenti di chi si ha davanti sul momento. Lo si constata alle fiere annuali, lo dimostrano tutti coloro che vendono la loro merce gridando a squarciagola.
Spesso mi domando se sia la morte della speranza a essere disperazione o la disperazione ad uccidere ogni altra speranza…
Il nulla è l’unico luogo dove non è possibile sperare o disperare… Non è il limbo, non è il silenzio, non è la solitudine, semplicemente non è…
E ogni cosa, finché dura, porta con sé la pena della sua forma, la pena di essere così e non altrimenti.
Tempo, spazio: necessità. Sorte, fortuna, casi: trappole della vita. Volete essere? C’è questo.
Sicuramente posso considerarmi molto fortunata, ma ho avuto anch’io giorni tristi, la mia famiglia è la cosa più importante che c’è e la serenità raggiunta è anche grazie a loro, mio marito, i miei figli e i miei nipoti, sono una donna appagata e serena, desidero solo veder crescere i miei nipoti, se Dio me ne darà la forza.
Non temete tanto la morte, ma più lo squallore della vita!
Continuerò ad amarti Vita perché il dolore che mi rechi è come il dolore di una spina di rosa conficcata nella mia carne, mi ha lacerato la pelle, ma continuo ad ammirare la sua bellezza, ad inebriarmi col suo vellutato profumo, così continuerò ad amarti vita.
La diversità è la sola unicità.
La vita è un lungo sorriso fino a quando non ci viene da piangere.
L’ira e un’erbaccia, l’odio è l’albero.
Sul mare la memoria corre più veloce, silenziosa, si immerge e risale tra i flutti, ma soprattutto si mescola. Voi non sapete cosa significa questa parola: mescolarsi. Pensate che le cose vostre sono le vostre, e le mie sono le mie. E pensate che le vite sono come le frange di quelle tende che ci sono nei bar del mio paese, tutte di paglia, una accanto all’altra, che cadono giù dritte toccandosi una con l’altra, certo, ma senza intrecciarsi tra loro. E invece non è così. Invece noi sappiamo che le vite si arrangiano una con l’altra, si confondono, si immergono in storie che non sono le loro per poi uscirne di nuovo cambiate.
Solo quando sarai consapevolmemte avvolto nell’apparente nulla, gocce del tuo Essere si espanderanno nel Vivere…