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Walt Whitman – Libri

Se è tardi a trovarmi, insisti,se non ci sono in un posto, cerca in un altro,perché io son fermo da qualche parte ad aspettare te.

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    Gil-galad sugli Elfi soleva regnare:Tristi cantano ora i menestrelliI giorni ancor liberi e belliDel suo regno tra i Monti e il Mare.La sua lancia era aguzza, la sua spada tagliente,E da lungi il suo elmo splendeva possente.Migliaia di stelle che in cielo raggiavanoNel suo scudo d’argento si rispecchiavano.Ma mille anni fa egli cavalcò via,E nessuno oggi sa dov’egli adesso sia;E la sua stella cadde nelle tenebre profonde,A Mordor dove la cupa ombra si diffonde.

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    Allora, il buon Medardo disse:- O Pamela, questo è il bene dell’essere dimezzato: il capire d’ogni persona e cosa al mondo la pena che ognuno e ognuna ha per la propria incompletezza. Io ero intero e non capivo, e mi muovevo sordo e incomunicabile tra i dolori e le ferite seminati dovunque, là dove meno da intero uno osa credere. Non io solo, Pamela, sono un essere spaccato e divelto, ma tu pure e tutti. Ecco ora io ho una fraternità che prima, da intero, non conoscevo: quella con tutte le mutilazioni e le mancanze del mondo. Se verrai con me, Pamela, imparerai a soffrire dei mali di ciascuno e a curare i tuoi curando i loro.

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    “Hattie mi invitava sovente a esprimere un giudizio definitivo su Duponte e sul suo carattere.Non riuscivo a dire niente. Non riuscivo a formulare nulla di adeguato.Conservavo il ritratto tanti anni addietro, ma quella che in passato era sembrata una copia quasi perfetta ora non assomigliava per nulla a Duponte o, se è per questo, al barone. O meglio, non assomigliava a Duponte neanche lontanamente quanto le immagini impresse nella mia memoria.Eppure, rimase nella biblioteca di Glen Eliza, dove il mio amico era rimasto seduto tanto a lungo. Quando parlavo di lui, i nostri ospiti si meravigliavano che esistesse un uomo tanto raro. In quei momenti, l’interesse di Hattie per Duponte scemava. “Siete anche voi, caro Quentin, a renderlo possibile” asseriva; poi, mi rimproverava in modo scherzoso: “Si, è così, siete stato voi”.