Walter Di Gemma – Morte
Se l’ignoranza fosse una malattia, sai quanti morti?
Se l’ignoranza fosse una malattia, sai quanti morti?
La mente sa di essere in malafede quando osa dare torto al cuore.
Sosituire un “dici cazzate” con un “non sono d’accordo”, o un “ma che cazzo scrivi” con un “mi sembra sbagliato”,non è difficile, ma presuppone educazione, intelligenza, sensibilità e rispetto; qualità sempre più rare e nemmeno più coltivate.
La morte arriva spesso per caso, magari solo un momento prima di qualcosa che avrebbe trasformato quella sconfitta in una vittoria; ma a noi non resta che accettare, con rassegnata umiltà, un destino che ci consegna alla morte, anche se un istante dopo avremmo potuto cingere regalmente la corona della vittoria.
Respirare un incomprensibile silenzio, è morire lentamente.
Muoia, per favore!
Trascino stanca i miei passi lenti, mentre i ricordi invadono l’aria: ti rivedo madre, ti sento, ti odo; ma poi i ricordi svaniscono e torno sui miei passi, lentamente, stanca, senza ormai saper dove andare perché tu, faro della mia vita, ti sei spenta. E ancor oggi, nella mia strada buia e solitaria grido il tuo nome, Mamma.