William Shakespeare – Angelo
Buonanotte principe gentile, e voli d’angeli t’accompagnino cantando al tuo riposo…
Buonanotte principe gentile, e voli d’angeli t’accompagnino cantando al tuo riposo…
Pussa via angelica tentatrice!
Angelo, angelo, angelo. Perché diavolo la chiamano così. Quella lì non aveva timor di Dio come l’angelo del tempio. Era una sanguisuga, un abominio, una piaga della città, proprio come le piaghe che infliggeva alle sue vittime, che non guariscono più.
Cosa sono i brividi? Il tocco d’ali d’angelo? Discutibile… Però io mi preoccuperei di più di quale angelo, se quello custode o quello della morte.
Anche se le preoccupazioni terrene non li toccano più, i nostri amici luminosi sono molto riconoscenti. Ricordano perfettamente il bene che hanno ricevuto in vita e l’affetto che li ha circondati sulla Terra.
Dopo l’attimo incantato in cui i miei occhi si sono schiusi su te, non mi è stato più possibile scorgere oltre, considerare altre, vivere senza. L’amore è forza autentica ed io non trovo questa… in altrui esistenza!
Se di ali non si è provvisti per imparare a volare non basta esserne convinti…Inutile è sbattere ali fittizie…